COLON / Diagnostica

Diagnostica

La diagnosi precoce e la riduzione dei potenziali fattori di rischio sono al momento l'unica arma vincente contro il tumore al colon.

La crescita di questo tumore è generalmente lenta e lo rende un candidato ideale per la prevenzione. La maggioranza delle lesioni maligne origina da un precursore benigno: adenoma o polipo adenomatoso. Un polipo impiega circa 5 anni per raggiungere 10 mm di diametro; la maggioranza dei polipi di diametro inferiore a 10 mm sono generalmente benigni. Il polipo, in seguito alla comparsa di una serie di mutazioni geniche, può evolvere in un cancro. Questo processo, noto anche come sequenza adenoma-carcinoma, richiede in media globalmente circa 10 anni dal momento della nascita del polipo. Se durante tale periodo il polipo adenomatoso viene rimosso per via endoscopica, la probabilità di subire conseguenze è limitata.

 

Programmi di prevenzione

In Italia i programmi di prevenzione utilizzano prevalentemente il test per la ricerca del sangue occulto fecale con cadenza biennale che tuttavia presenta una bassa sensibilità per i polipi adenomatosi e i tumori di piccole dimensioni.
Il test è positivo nel 5% della popolazione esaminata; nel 40% dei casi risultati positivi sono identificati alla colonscopia adenomi avanzati o cancri invasivi, buona parte dei quali (circa 60%) nello stadio T1.

Uno studio multicentrico inglese (Atkin WS et al, Lancet 2010) ha dimostrato che la rettosigmoidoscopia eseguita una volta nella vita riduce la mortalità per cancro del colon retto di oltre il 40%. Poiché il test non esamina la metà prossimale del colon, possono però sfuggire alla diagnosi circa il 20% dei tumori in fase avanzata.

 

La diagnostica strumentale

Lo sviluppo tecnologico ha messo a disposizione di medici e pazienti varie modalità diagnostiche per identificare precocemente il tumore: Colonscopia ottica con endoscopio flessibile e Colonscopia Virtuale mediante Tomografia Computerizzata.