COLON / Tumore del colon

Tumore del colon

Il cancro del colon-retto rappresenta la seconda malattia oncologica nel mondo ed è il primo tumore per frequenza in Europa, ma soprattutto il secondo per mortalità dopo quello del polmone. Nel 2008 nella comunità Europea sono stati diagnosticati 436.000 nuovi casi. In Italia il rischio di svilupparlo durante la vita è del 5,1% per gli uomini (uno ogni 20) e del 3,1% per le donne (una ogni 32).

L'importanza sociale di questa malattia è rilevante e i costi sostenuti per il suo trattamento sempre più elevati, soprattutto a seguito dell'introduzione di nuove terapie farmacologiche personalizzate che allungano la sopravvivenza del paziente, ma spesso non guariscono dalla malattia.

Il dato più significativo per comprendere questo tipo di tumore e porre le basi per arginarne la diffusione è tener conto che il 90% dei soggetti colpiti si ammala dopo i 50 anni.

Nella maggior parte dei casi il tumore al colon si presenta inizialmente di piccole dimensioni e benigno, ed è chiamato polipo adenomatoso. La maggior parte dei polipi rimangono benigni sino a 10 mm di diametro. Rimuovere i polipi prima che degenerino consente di prevenire il cancro al colon modificando drasticamente le prospettive di vita del paziente.
Fortunatamente il tempo necessario alla crescita dei polipi è relativamente lento e i controlli preventivi possono avere cadenza generalmente quinquennale.

Nonostante la grande maggioranza dei cancri del colon-retto si presenti in modo sporadico, è purtroppo possibile ereditare il rischio di ammalarsi se in ambito familiare vi è una predisposizione genetica alla formazione di polipi e tumori dell’intestino. In alcuni casi la connessione non è di origine genetica: i membri della stessa famiglia sono esposti al medesimo ambiente, oppure seguono la medesima dieta o stile di vita.

Indipendentemente dai fattori ambientali o genetici, si consiglia comunque ai figli o fratelli di persone con storia di tumore del colon di iniziare la sorveglianza con la colonscopia almeno 10 anni prima dell’età di insorgenza del tumore nel parente affetto.