MAMMELLA / FAQ

FAQ

Di seguito trovate risposte alle domande che ci vengono poste più frequentemente.

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Perchè dopo i 40 anni bisogna fare anche la mammografia? Non posso fare soltanto l’ecografia?

L’ecografia non è sufficiente in quanto non è in grado di identificare tutti I tipi di tumori della mammilla, in particolare non visualizza le microcalcificazioni a grappolo espressione di tumori intraduttali in fase iniziale. La mammografia ha un ruolo fondamentale nella diagnosi; generalmente non viene eseguita prima dei 40 anni soltanto perchè la densità del seno limita la visualizzazione delle microcalcificazioni e delle distorsioni strutturali determinate dai tumori.

 Fare la mammografia tutti gli anni è pericoloso?

Va premesso che la mammografia viene generalmente eseguita a partire dai 40 anni, in quanto la densità del seno limita la sensibilità nelle donne più giovani, nelle quali viene eseguita soltanto in particolari casi ad alto rischio per famigliarità oppure quando viene riscontrata una lesione all’ecografia  o alla visita clinica.

Dopo i 40 anni la mammografia viene eseguita con cadenza di 12, 18 o 24 mesi in base al rischio personale che tiene conto dell’età, della famigliarità, della densità del seno e di altri fattori.

Fatte queste premesse dobbiamo considerare che per quanto l’esame mammografico sia basato su radiazioni ionizzanti con minimo rischio statistico oncologico potenziale, il beneficio diagnostico supera largamente il rischio legato all’esame; la precocità della diagnosi è determinante nel favorire un’elevata probabilità di successo della terapia aumentando la probabilità di guarigione.

Tuttavia dato che il tessuto mammario è particolarmente sensibile alle radiazioni, è importante ridurre al minimo le dosi somministrate durante gli esami mammografici, ricorrendo ad apparecchiature tecnologicamente avanzate. Ad esempio la tecnologia “photon counting” riduce la dose del 50% rispetto ai restanti mammografi digitali diretti e di oltre il 50% rispetto a quelli digitali indiretti.

Ho messo le protesi della mammella. Si vede lo stesso con l’ecografia e la mammografia?

Le protesi mammarie possono ostacolare la lettura della mammografia, in quanto il silicone non è trasparente ai raggi x e può impedire la visione dei tessuti retrostanti, tuttavia buona parte del tessuto mammario è generalmente esaminabille. A scopo prudenziale è sempre opportuno eseguire contemporaneamente l’ecografia che valuta adeguatamente il tessuto ghiandolare; consente inoltre di identificare eventuali rotture intracapsulari della protesi e reazioni infiammatorie periprotesiche.

Le protesi della mammella possono rompersi facendo la mammografia?

La mammografia comporta l’esecuzione di radiogrammi dopo adeguata compressione della mammella. La compressione. indispensabile per una corretta esecuzione dell’esame, è in genere ben tollerata e non danneggia la mammella né eventuali protesi. E’ comunque opportuno avvisare il Tecnico di Radiologia che esegue l’esame in modo che possa meglio graduare l’intensità della pressione.

Le apparecchiature basate sulla tecnologia “photon counting” permettono di limitare la pressione esercitata durante l’esame senza alcuna penalizzazione sulla qualità delle immagini né sulla dose efficace somministrata.

 

Ho sentito parlare bene dell’elastografia. Posso fare questo esame al posto dell’ecografia?

L’elastografia è un esame complementare dell’ecografia dalla quale non può prescindere. L’elastografia viene utilizzata per caratterizzare le lesioni identificate grazie all’ecografia.